- Non so cosa leggere, ho finito i libri che avevo.

- Secondo me ti potrebbe piacere Murakami.

- Ryu o Haruki?

- … … … …

Potrà sembrare strano che io conosca (so che esiste, più che altro) Ryu Murakami; eclettico autore di cui, in italiano, non si trovava niente oltre il suo romanzo di esordio: "Blu quasi Trasparente" e non Haruki che, invece, gode di una certa notorietà qui da noi.

In effetti non ne saprei nulla neanche io se non fosse che, più che occasionalmente, ha anche frequentato i lidi cinematografici. Lui è per esempio il regista di: "Tokyo Decadence".

https://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo_Decadence

opera che si inserisce interamente nella categoria dei pink film

https://it.wikipedia.org/wiki/Pinku_eiga

ovvero pellicole erotiche che, spesso, garantivano amplia libertà creativa ai registi, a patto di inserire scene raffiguranti amplessi con una frequenza minima.

Stranissimo film, "Tokyo Decadence", dubito che possa risultare eccitante per qualcuno, ma forse la visione porterà a provare compassione per la protagonista. E non per le umiliazioni o sevizie a cui viene sottoposta, in cambio di denaro, da individui con portafogli evidentemente gonfiatisi in poco tempo ed oltre misura. Ma per l'amore promesso ad Ai e al quale viene impedito di sbocciare. E uno di quei film che, appena finito, sembra insignificante, ma che continua a girare tra i tuoi neuroni per giorni.

Ho dunque comprato due libri dei due Murakami. A conferma del fatto che Ryu sia un completo sconosciuto il fatto che la copertina del libro di Haruki, non riporta il nome dell'autore, ma solo il cognome. Chissà la sorpresa di qualche lettore, nel caso prendesse per sbaglio "Audition", credendo di trovarsi davanti il lavoro del più innocuo Haruki.

Anche "Audition" ha avuto un adattamento cinematografico del geniale Takashi Miike

https://it.wikipedia.org/wiki/Takashi_Miike

https://it.wikipedia.org/wiki/Audition

Adattamento che, adesso posso avere un'opinione informata e consapevole, rende ancora più inquietante e straniante il racconto, che parte come una storia che si lancia sicura (e, più nel film che nel romanzo, in maniera volutamente banale) entro i canoni del genere romantico per poi innescarsi a metà (con miccia lenta) e deflagrare nella seconda parte.

Una volta regalai una copia del film¹ ad un mio amico e quando gli chiesi se gli fosse piaciuto mi rispose: "Sì, pero' che film strani che ti vedi!"

Interessante la postfazione dell'edizione (credo unica in Italia, merito all'editore), dove l'autore (che poi credo sia anche il curatore della collana, rinnovo i complimenti) si lancia in una fantasiosa interpretazione, figlia dello spirito del tempo, delle vicende narrate nel romanzo. Non so se per cinico interesse commerciale o per convinzione genuina. In ogni caso preferirei entrare nella mente di Asami che in quella di chi ha prodotto quello scritto. E vi assicuro che non e' una scelta facile; provare, prima il film e dopo il romanzo, per credere!

Ciao!

C.

¹ Quando ancora si potevano regalare i dischi, oggi se lo fai ti senti rispondere che non hanno più dove leggerli ("sì forse ho un lettore a casa di mia madre, sotto le scatole dove abbiamo conservato la lettiera del gatto morto 15 anni fa perché non si sa mai, potremmo averne bisogno…se dovessimo prendere un altro gatto")

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